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Mercoledì 22 Febbraio 2012
Progetti
ELIA profeta di 'fuoco'. Progetto OratorioEstate11 PDF Stampa E-mail

Elia

profeta ‘di fuoco’

 

 Come ogni anno, nel tempo estivo, la Comunità parrocchiale, quale parte di Chiesa “Madre e Maestra”, offre alle più giovani generazioni l’esperienza dell’OratorioEstate.

 L’Oratorio vuole essere ‘criterio educativo’, cioè luogo in cui si ascoltano e si leggono le necessità del crescere delle singole persone, luogo in cui si studiano le proposte alle suddette necessità; non con la pretesa di rispondere in tutto alle stesse, ma col desiderio di accompagnare chi le manifesta.

 In ascolto dei bambini, ragazzi e giovani, l’Oratorio è attento alle Famiglie in cui tali soggetti vivono; e assieme alle Famiglie individua le vie educative opportune perché si realizzi in ciascuno, attraverso il procedimento educativo, l’integrazione vita-fede.

 L’Oratorio è, infatti, un “ponte” tra la Chiesa e la Piazza. È un “ponte” tra la ‘casa della Comunità cristiana’ e la ‘piazza della società’. “Ponte” dice luogo di passaggio e di collegamento. Luogo ‘di mezzo e sospeso’, ma le cui fondamenta che reggono l’arcata poggiano saldamente nei principi della Casa e della Piazza.

L’Oratorio è consapevolezza che il costrutto completo di ogni persona indica i principi umani colti nell’ottica dell’antropologia evangelica. In cui i valori umani vengono elevati, in dignità, da Cristo, Uomo nuovo.

È lasciata alla libertà della singola persona percorrere il “ponte”. Cosciente di non camminare sul vuoto, ma su solida strada proveniente dall’integrazione Chiesa/Casa-Piazza o vita-fede.

L’arcata collega i due punti di riferimento e, in tale legame, richama la persona nella sua interezza di carne/spirito, corpo/anima, visibilità/interiorità. Senza assolutizzare una parte a scapito dell’altra scadendo in facile antinomia, ma leggendo la persona come ‘uno’, unica e irripetibile, dono e ricchezza.

Sotto l’arcata scorre il fiume, la valle: scorre il tempo, la storia. la persona la ‘supera’ (non eludendola, ma vivendola) camminando sulla strada fedele ai suoi principi. Tale ‘superamento’, che è incedere, ‘tensione verso’, indica la speranza. Intendendo per ‘speranza’ l’incontro che l’uomo fa con se stesso, con gli altri e con Dio.

 L’avventura dell’OratorioEstate è dunque avventura di ascolto di almeno due parole: la parola dell’uomo che narra di sé e della sua vita; la Parola di Dio che parla di Dio, ma anche dell’uomo all’uomo.

 Per questo anche l’OratorioEstate11 presenta la storia di un personaggio della Scrittura. Sarà leggendo quotidianamente parte delle ‘Sacre Pagine’ che sapremo trarre i valori individuati nell’esperienza del personaggio. Tali valori verranno esposti mediante ‘schede bibliche’ da cui le attività educative, le attività di laboratorio, le attività religiose e culturali.

 Il personaggio biblico scelto per quest’anno è ELIA, profeta forte e coraggioso, amante della verità per la quale viene perseguitato.

 Il nome “Elia”  (ebraico  אֱלִיָּהוּ = Eliyyáhu) significa “Il Signore è JHWH”.  Elia viene da Tisbi (città o terra a Sud di Galaad, oggi i Giordania) nel IX secolo a.C. Elia appare senza genealogia. Viene chimato ‘il Tisbita’ dal suo villaggio natale; “Condottiero e auriga di Israele”; El khader, il Verdeggiante, nel Corano. Un nome che è programma: Elia dovrà far comprendere a Israele, Popolo di Dio, che adora il dio Baal (voluto dalla regina Gezabele, moglie di re Acab, re di Isarele, e figlia del re di Sidone), che è idolatra. La conversione è la via unica e necessaria per tornare al Signore Dio, ‘padre’ di Israele. 

La sua missione si svolge in Samaria durante il regno di re Acab (875-853 a.C.) e a sua moglie Gezabele. Periodo storico di grande sviluppo, ma anche e soprattutto di grandi ingiustizie sociali. La sua storia di profeta inizia in periodo di crisi, legato ad una grande siccità. La siccità dovrebbe far ravvedere il Popolo di Israele che ha introdotto il culto di Baal. Verso l' 850 a.C., è rapito in cielo da Dio mentre era ancora in vita da un carro di fuoco sul Monte Carmelo nell'Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele. Il Monte Carmelo è infatti conosciuto come luogo dell'Ascensione del profeta Elia. Eliseo fu l'unico testimone della misteriosa fine di Elia.

 Nella vita e nelle vicende di Elia è presente il fuoco. Il fuoco è realtà utile per trasformare. Nella storia del profeta è elemento essenziale simbolo di una continua trasformazione nella sua vita personale e nella vita degli altri.

Le pagine bibliche del ‘ciclo di Elia’ vengono tratte dal 1 e 2 Libro dei Re.

Metodologia.

Metodologicamente dividiamo la storia in cinque ‘centri di interesse’. Dalle pagine bibliche, dette ciascuna Sacra Pagina presentate in queste parti, estraiamo i valori che divengono criteri educativi , l’elaborazione, a cui fa seguito la sperimentazione, attraverso attività, laboratori, esperienze concrete, uscite.

 

PRIMO CENTRO DI INTERESSE.

 1.1. Sacra Pagina.

 

1 Re 17

1] Elia, il Tisbita, uno degli abitanti di Gàlaad, disse ad Acab: "Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo dirò io". 2] A lui fu rivolta questa parola del Signore: 3] "Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. 4] Ivi berrai al torrente e i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo". 5] Egli eseguì l'ordine del Signore; andò a stabilirsi sul torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. 6] I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al torrente. 7] Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché non pioveva sulla regione. 8] Il Signore parlò a lui e disse: 9] "Alzati, và in Zarepta di Sidòne e ivi stabilisciti. Ecco io ho dato ordine a una vedova di là per il tuo cibo". 10] Egli si alzò e andò a Zarepta. Entrato nella porta della città, ecco una vedova raccoglieva la legna. La chiamò e le disse: "Prendimi un pò d'acqua in un vaso perché io possa bere". 11] Mentre quella andava a prenderla, le gridò: "Prendimi anche un pezzo di pane". 12] Quella rispose: "Per la vita del Signore tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un pò di olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a cuocerla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo".  13] Elia le disse: "Non temere; su, fà come hai detto, ma prepara prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, 14] poiché dice il Signore: La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non si svuoterà finché il Signore non farà piovere sulla terra". 15] Quella andò e fece come aveva detto Elia. Mangiarono essa, lui e il figlio di lei per diversi giorni. 16] La farina della giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo di Elia. 17] In seguito il figlio della padrona di casa si ammalò. La sua malattia era molto grave, tanto che rimase senza respiro. 18] Essa allora disse a Elia: "Che c'è fra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia iniquità e per uccidermi il figlio?". 19] Elia le disse: "Dammi tuo figlio". Glielo prese dal seno, lo portò al piano di sopra, dove abitava, e lo stese sul letto. 20] Quindi invocò il Signore: "Signore mio Dio, forse farai del male a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?". 21] Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: "Signore Dio mio, l'anima del fanciullo torni nel suo corpo". 22] Il Signore ascoltò il grido di Elia; l'anima del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. 23] Elia prese il bambino, lo portò al piano terreno e lo consegnò alla madre. Elia disse: "Guarda! Tuo figlio vive". 24] La donna disse a Elia: "Ora so che tu sei uomo di Dio e che la vera parola del Signore è sulla tua bocca".

 I.2. Elaborazione.

 1Re 17,1. Elia “sta alla presenza di Dio”. in ebraico si legge “sta in piedi” davanti a Dio. Qui è la forza del profeta, nel rapporto familiare tra Elia e Dio. Da questo rapporto nascono le sue scelte.

 Valore: ciascuno, amato da sempre da Dio, nato su questa terra, “sta alla presenza di Dio”. La fede innanzitutto è rapporto personale con il Signore.

 1Re 17,2-6. Dio rivolge la parola ad Elia: l’iniziativa è di Dio. Dio ‘nasconde’ Elia in luogo lontano, perché, attraverso la solitudine e l’essenziale, si prepari alla missione profetica e all’impegno pubblico. Lo invia “verso oriente” da cui “orientamento”.

“Vattene da qui” è la parola che Dio disse anche ad Abramo e con cui gli chiese di iniziare una nuova storia.   Il luogo raggiunto è difficile e la vita è a rischio. Elia deve confidare sulla provvidenza di Dio e deve imparare a fidarsi in tutto di Lui: abbandono fiducioso in Dio.

La provvidenza è straordinaria:

-         Anche in tempo di siccità Elia berrà al fiume;

-         I corvi (animali considerati impuri) gli offrono carne.

 Valore: la solitudine.

È negativa quando siamo noi a separarci dagli altri, assolutizzando l’io e facciamo ‘terra bruciata attorno a noi’; quando non guardiamo verso gli altri come verso dei doni. Tanti “tu” con cui aprire un dialogo arricchente.  È positiva quando ci aiuta a fare silenzio attorno e dentro di noi; quando ‘facciamo deserto’ per conoscerci e ritrovarci.

 1 Re 17,7-16. Elia viene inviato in Fenicia (a Zarepta di Sidone) a condividere con tutti la siccità. In questa terra non si adora Dio (JHWH) di Israele, ma Baal.

 Baal è una divinità della mitologia fenicia, figura centrale della religiosità dell'antica Ugarit. Per i Cananei dell'Antico Testamento il nome era sinonimo di dio, e solamente intorno al XIV secolo a.C. passò a indicare il maggiore degli dèi e il signore dell'universo. Secondo il mito la sua residenza era il monte Casio, antico Sapanu, ed era il tradizionale dio semitico della tempesta, a cui corrispondevano anche il controllo della fertilità e della fecondità. Nella mitologia greca Baal veniva associato al nome di Kronos, poi Saturno dai Romani. Ad Ugarit Baal era a capo degli Dei e perciò una figura centrale nel pantheon di questa città. Gli venivano tributati particolari onori come Dio perché garantiva ed apportava la pioggia e la fertilità, ma non è mai stato venerato come creatore di tutte le cose, o come generatore di vita.

 Qui Elia incontra la vedova e suo figlio. Ricca un tempo (possiede una casa a due piani!), ora povera in seguito alla siccità. In tutto sono tre persone nel bisogno: due storie che convergono per opera di Dio; le loro vicende sono intrecciate. Due storie che assaporano la provvidente mano di Dio. Egli dona in abbondanza a chi si fida di Lui.

 Elia obbedisce a Dio e la vedova obbedisce all’uomo di Dio. Elia chiede alla donna di scommettere su un futuro che non si può controllare e di scegliere un presente fidandosi solo di JHWH.

 Valore: i doni di Dio.

Sempre fanno stupire perché inattesi, generosi, abbondanti. Non verranno mai meno se messi a disposizione di Dio e del prossimo. Come l’olio e la farina della vedova.

 1Re 17,17-23. La morte del figlio della vedova richiama la radicale impossibilità umana. Dio interviene e manifesta la sua ‘signorìa’; la sua identità è del Dio-della-vita.

La donna, alla morte del figlio, sfida Elia e il suo Dio. Elia si fida di Dio e lo prega e ottiene il miracolo. Elia sperimenta l’intervento di Dio anche in terra pagana e a gente pagana. La salvezza è per tutti, oltre ogni appartenenza e barriera.

 1Re 17,24. La donna afferma la sua fede (“Ora so”) nel Dio che opera in favore di tutto e non fa distinzione di persone.

 Valore: Il dono della vita.

Proviene da un incontro ed è generata. Ma è continuamente ‘ri-generata’ dagli incontri, dall’ascolto e dall’attenzione reciproca. La vita ‘oltre’ la solitudine aiuta a conoscersi meglio. Una vita intersecata alla vita altrui favorisce l’apertura di sé ela generosità.

Chi si incontra ha tutto senza fine e ha la vita oltre ogni ‘morte’ quotidiana provocata dall’egoismo.

 I.3. Sperimentazione.

 L’incontro in Oratorio, via per vincere le ‘solitudini’.

I giochi dell’incontro: per gruppi, per gruppi insieme, o di tutto l’Oratorio.

 In gruppo: ciascuno si racconta. Per conoscersi e per farsi conoscere meglio.

 I doni. Giochi e attività che aiutino ciascuno a comprendere il dono della vita e i doni nella propria vita.

 Le storie. Quali persone ‘attraversano’ la storia di ciascuno; storie che si intersecano e sono significative. La Famiglia.

 Il dono della vita.

Le età della vita con le sue caratteristiche, viste dai bambini e ragazzi.

 L’amicizia fonte di bene che arricchisce e fonte di vita che si apre, si dona e riceve.

 Uscita: presso un Parco della Città per celebrare la “Festa dell’Incontro e dei doni”.

 

 SECONDO CENTRO DI INTERESSE

 

II.1 La Sacra Pagina.

 1Re 18

1] Dopo molto tempo, il Signore disse a Elia, nell'anno terzo: "Su, mostrati ad Acab; io concederò la pioggia alla terra".  2] Elia andò a farsi vedere da Acab. In Samaria c'era una grande carestia.  3] Acab convocò Abdia maggiordomo. Abdia temeva molto Dio; 4] quando Gezabele uccideva i profeti del Signore, Abdia prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e procurò loro pane e acqua. 5] Acab disse ad Abdia: "Và nel paese verso tutte le sorgenti e tutti i torrenti della regione; forse troveremo erba per tenere in vita cavalli e muli e non dovremo uccidere una parte del bestiame". 6] Si divisero la regione da percorrere; Acab andò per una strada e Abdia per un'altra. 7] Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro Elia. Quegli lo riconobbe e si prostrò con la faccia a terra dicendo: "Non sei tu il mio signore Elia?". 8] Gli rispose: "Lo sono; su, dì al tuo padrone: C'è qui Elia". 9] Quegli disse: "Che male ho fatto perché tu consegni il tuo servo ad Acab perché egli mi uccida? 10] Per la vita del Signore tuo Dio, non esiste un popolo o un regno in cui il mio padrone non abbia mandato a cercarti. Se gli rispondevano: Non c'è! egli faceva giurare il popolo o il regno di non averti trovato. 11] Ora tu dici: Su, dì al tuo signore: C'è qui Elia! 12] Appena sarò partito da te, lo spirito del Signore ti porterà in un luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non trovandoti, mi ucciderà; ora il tuo servo teme il Signore fin dalla sua giovinezza. 13] Non ti hanno forse riferito, mio signore, ciò che ho fatto quando Gezabele sterminava tutti i profeti del Signore, come io nascosi cento profeti, cinquanta alla volta, in una caverna e procurai loro pane e acqua? 14] E ora tu comandi: Su, dì al tuo signore: C'è qui Elia? Egli mi ucciderà". 15] Elia rispose: "Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi mostrerò a lui". 16] Abdia andò incontro ad Acab e gli riferì la cosa. Acab si diresse verso Elia. 17] Appena lo vide, Acab disse a Elia: "Sei tu la rovina di Israele!". 18] Quegli rispose: "Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito Baal. 19] Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele". 20] Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. 21] Elia si accostò a tutto il popolo e disse: "Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!". Il popolo non gli rispose nulla. 22] Elia aggiunse al popolo: "Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. 23] Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. 24] Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!". Tutto il popolo rispose: "La proposta è buona!". 25] Elia disse ai profeti di Baal: "Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco". 26] Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: "Baal, rispondici!". Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto. 27] Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: "Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà". 28] Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. 29] Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione. 30] Elia disse a tutto il popolo: "Avvicinatevi!". Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito. 31] Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: "Israele sarà il tuo nome". 32] Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. 33] Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. 34] Quindi disse: "Riempite quattro brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!". Ed essi lo fecero. Egli disse: "Fatelo di nuovo!". Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: "Per la terza volta!". Lo fecero per la terza volta. 35] L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua. 36] Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: "Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. 37] Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!". 38] Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. [39] A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: "Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!". 40] Elia disse loro: "Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!". Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò. 41] Elia disse ad Acab: "Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale". 42] Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. 43] Quindi disse al suo ragazzo: "Vieni qui, guarda verso il mare". Quegli andò, guardò e disse. "Non c'è nulla!". Elia disse: "Tornaci ancora per sette volte". 44] La settima volta riferì: "Ecco, una nuvoletta, come una mano d'uomo, sale dal mare". Elia gli disse: "Và a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!". 45] Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izrèel. 46] La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse davanti ad Acab finché giunse a Izrèel.

 II.2. Elaborazione.

 1Re 18,1-17. Dio chiede ad Elia di tornare in Israele. Sarà il momento in cui la pioggia interromperà la siccità.

Elia deve riferire al re Acab.

Entrano in scena Acab e abdia suo servo. Acab è re inumano e pensa solo al bene degli animali e non delle persone; è preoccupato solo di non eliminare gli animali (che venivano scannati per la carne e il sangue, proprio in tempo di siccità). Abdia nasconde i profeti e non vuole che vengano uccisi. Abdia, che ha salvato nascostamente 100 profeti, è preoccupato e teme Elia, perché pensa possa scomparire lasciandolo in una difficile situazione. Egli è persona onesta che fatica, ma ha davanti a sé Acab, re disonesto.

 Valore: L’onestà. Indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l'astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all'ambiente in cui si vive.

L'onestà si contrappone ai più comuni disvalori nei rapporti umani, quali l'ipocrisia, la menzogna ed il segreto. L'onestà ha una importante centralità nei rapporti sociali e costituisce uno dei valori fondanti dello stato di diritto.

 1Re 18,20-39 (40).  Confronto duro e diretto tra i servitori deigli idoli falsi e il servo di Dio di Israele, il vero Dio.

Baal non interviene, perché non esiste. JHWH si manifesta ad Elia e al popolo.

 Valore: Quanti sono gli ‘idoli’ che oggi creiamo? Pensiamo siano al nostro servizio, in verità ci sovrastano e ci obbligano al loro servizio. Il Dio che si rivela nella Scrittura è Colui che si avvicina all’uomo, gli parla “come ad un amico”, instaura con l’uomo un dialogo; in Cristo, muore e risorge per l’uomo.

 1 Re 18, 41-46. Dio che si manifesta a Elia e al Popolo è il Dio fedele che mantiene la sua parola e la realizza nella storia.

Valore: la fedeltà. Sul piano antropologico la fedeltà appare come il segno della capacità dell’amore umano di farsi, da realtà transitoria (come è, almeno inizialmente, ogni umana esperienza d’amore), decisione definitiva ed irrevocabile, tale da impegnare per tutta la vita. L’attitudine ad affrontare e superare la sfida della durata rappresenta il suggello definitivo dell’amore. Per il cristiano è in qualche modo, simbolo e riproduzione dell’indefettibile amore per l’uomo del “Dio fedele” (2 Tim 2,13).

È, dunque, strada ci rende simili a Dio che è il Fedele per definizione. Ci racconta un Dio che mantiene le promesse anche quando gli uomini non vogliono starci più, anche quando lo rinnegano. La fedeltà dell’uomo, infatti, non può che essere imitazione e partecipazione della fedeltà di Dio. Più volte Dio è definito “fedeltà” nel Deuteronomio, nel Salterio e nei Profeti. “La roccia: perfetta è la sua opera, tutte le sua vie sono giustizia. È Dio di fedeltà” (Dt 32, 4)

Non si capisce la fedeltà di Dio se non si lega la fedeltà alla libertà. C’è vera fedeltà la dove c’è pienezza di libertà. La virtù della fedeltà ci parla di un Dio che ci lascia liberi di aderire al patto. E , tuttavia, l’uomo senza fedeltà rischia di diventare vuoto, vanità, niente, simile agli idoli (Is 19,1.3; Ez 30, 13; Sal 96, 5; 97, 7). Per questo è necessario proclamare la fedeltà di Dio (Sal 36,6), invocarla (1 Re 8, 56-58) perché faccia germogliare nella nostra terra la fedeltà a Lui.

La risposta fedele e libera dell’uomo al Dio sempre fedele, diviene fondamento e, in qualche modo, condizione imprescindibile della fedeltà dell’ uomo verso gli altri uomini.

La fedeltà è messa alla prova dall’errore. Come si fa ad avere la costanza della fedeltà? La fedeltà passa attraverso il perdono: ciascuno è amato nonostante ciò che ha fatto. Ci racconta di un Dio che fa promesse di futuro all’uomo e le mantiene nonostante l’infedeltà dell’uomo stesso.

 II.3. Sperimentazione.

 L’altro, che è un ‘tu’ nei confronti del mio ‘io’ può essere l’amico, il confidente, il prossimo più prossimo a me stesso. Quando non colgo l’altro come un ‘tu’ con cui dialogare, l’altro può essermi indifferente se non, addirittura, nemico.

 La dura esperienza della guerra che ‘fa’ i nemici.

Facciamoci raccontare la guerra da chi l’ha vissuta.

I bambini e i ragazzi soldato.

La Pace che ‘fa’ gli amici.

Gli idoli di oggi sono molti.

Ogni gruppo ne esamina uno, e lo presenta attraverso cartelloni, ecc. Lo crea attraverso carta pesta. Innalziamo ‘gli altari degli idoli’. Confrontiamoli con la croce del Signore.

 Uscita. Visitiamo la Caserma del 28° Reggimentoe “Pavia” a Pesaro. Ci facciamo raccontare i progetti di pace (in occasione del 150° dell’unità d’Italia).

 

  

TERZO CENTRO DI INTERESSE

 III.1. La Sacra Pagina.

 1 Re 19

1] Acab riferì a Gezabele ciò che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. 2] Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: "Gli dei mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest'ora non avrò reso te come uno di quelli". 3] Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Là fece sostare il suo ragazzo. 4] Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri". 5] Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: "Alzati e mangia!". 6] Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi. 7] Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: "Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino". 8] Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb. 9] Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signore gli disse: "Che fai qui, Elia?". 10] Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita". 11] Gli fu detto: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. 12] Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. 13] Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: "Che fai qui, Elia?". 14] Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita". 15] Il Signore gli disse: "Su, ritorna sui tuoi passi”. (16-18). 19] Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di Safàt. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. 20] Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: "Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò". Elia disse: "Và e torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te".  21] Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.

 III.2. Elaborazione.

 1Re 19,1-11. La regina Gezabele minaccia Elia di morte. Elia è impaurito e fugge: si sente sconfitto. Sotto un ginepro vuole morire. Dio gli offre cibo e acqua perché possa raggiungere il monte Oreb.

Dio, che è stato per molto tempo in silenzio, ora esce dal suo silenzio e dialoga con Elia.   Dio è solidale con Elia e lo aiuta. Dio ascolta Elia e parla con lui.

 Valore: la solidarietà. Qualcosa di solido che si realizza tra persone che compartecipano all’aiuto.

 1Re 19,12-15.  Dio parla ad Elia e con Elia.

Vento, terremoto, fuoco: sono i segni delle teofanie di Dio sul monte Sinai quando Mosè era a colloquio con Dio.   Ora Dio parla ad Elia attraverso “una voce di silenzio sottile”. Egli si manifesta in modo nuovo. E invita Elia a tornare alla storia.

 Valore: le parole di chi ci ama sono un vento leggero che rinfranca.

 1Re 19, 16-21. Elia chiama con sé Eliseo. 

Valore: Elia che ha ricevuto i doni da Dio, li offre ad Eliseo (mantello sulle spalle).

 III.3. Sperimentazione.

 La montagna e il suo valore naturalistico, con le sue ricchezze.

 Il monte nella Scrittura.

 Uscita. Visita a San Marino e camminamento sul monte .

 Visita ai Malati. Per donare l’esperienza di “una voce di silenzio sottile”.

  

QUARTO CENTRO DI INTERESSE

 IV.1. La Sacra Pagina.

 1 Re 21, 1-19.27.29.

1] In seguito avvenne il seguente episodio. Nabot di Izreèl possedeva una vigna vicino al palazzo di Acab re di Samaria. 2] Acab disse a Nabot: "Cedimi la tua vigna; siccome è vicina alla mia casa, ne farei un orto. In cambio ti darò una vigna migliore oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale". 3] Nabot rispose ad Acab: "Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri". 4] Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato: "Non ti cederò l'eredità dei miei padri". Si coricò sul letto, si girò verso la parete e non volle mangiare. 5] Entrò da lui la moglie Gezabele e gli domandò: "Perché mai il tuo spirito è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?". 6] Le rispose: "Perché ho detto a Nabot di Izreèl: Cedimi la tua vigna per denaro o, se preferisci, te la cambierò con un'altra vigna ed egli mi ha risposto: Non cederò la mia vigna!". 7] Allora sua moglie Gezabele gli disse: "Tu ora eserciti il regno su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la darò io la vigna di Nabot di Izreèl!". 8] Essa scrisse lettere con il nome di Acab, le sigillò con il suo sigillo, quindi le spedì agli anziani e ai capi, che abitavano nella città di Nabot. 9] Nelle lettere scrisse: "Bandite un digiuno e fate sedere Nabot in prima fila tra il popolo. 10] Di fronte a lui fate sedere due uomini iniqui, i quali l'accusino: Hai maledetto Dio e il re! Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia". 11] Gli uomini della città di Nabot, gli anziani e i capi che abitavano nella sua città, fecero come aveva ordinato loro Gezabele, ossia come era scritto nelle lettere che aveva loro spedite. 12] Bandirono il digiuno e fecero sedere Nabot in prima fila tra il popolo. 13] Vennero due uomini iniqui, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: "Nabot ha maledetto Dio e il re". Lo condussero fuori della città e lo uccisero lapidandolo. 14] Quindi mandarono a dire a Gezabele: "Nabot è stato lapidato ed è morto". 15] Appena sentì che Nabot era stato lapidato e che era morto, disse ad Acab: "Su, impadronisciti della vigna di Nabot di Izreèl, il quale ha rifiutato di vendertela, perché Nabot non vive più, è morto". 16] Quando sentì che Nabot era morto, Acab si mosse per scendere nella vigna di Nabot di Izreèl a prenderla in possesso. 17] Allora il Signore disse a Elia il Tisbita: 18] "Su, recati da Acab, re di Israele, che abita in Samaria; ecco è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderla in possesso. 19] Gli riferirai: Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi! Per questo dice il Signore: Nel punto ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue". (20-26). 27] Quando sentì tali parole, Acab si strappò le vesti, indossò un sacco sulla carne e digiunò; si coricava con il sacco e camminava a testa bassa. 28] Il Signore disse a Elia, il Tisbita: 29] "Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me, non farò piombare la sciagura durante la sua vita, ma la farò scendere sulla sua casa durante la vita del figlio".

 IV.2. Elaborazione.

 1Re 21,1-19.27-29. La vigna di Nabot che Gezabele, con astuzia, prende in favore del marito Acab.

Elia riprovera Acab. Acab si pente e chiede il perdono.

 Valore: la verità va sempre professata ad ogni costo, senza paura.

 IV.3. Sperimentazione.

 Il vino nella nostra cultura.

La vigna e il vino nella Scrittura.

 Uscita: visita ad un vigneto di un’azienda agricola. Visita alle cantine. La lavorazione dell’uva per ottenere il vino.

  

QUINTO CENTRO DI INTERESSE

 V.1. La Sacra Pagina.

 2 Re 2,1-12.

 1] Poi, volendo Dio rapire in cielo in un turbine Elia, questi partì da Gàlgala con Eliseo. 2] Elia disse a Eliseo: "Rimani qui, perché il Signore mi manda fino a Betel". Eliseo rispose: "Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò". Scesero fino a Betel. 3] I figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli dissero: "Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà il tuo padrone?". Ed egli rispose: "Lo so anch'io, ma non lo dite". 4] Elia gli disse: "Eliseo, rimani qui, perché il Signore mi manda a Gerico". Quegli rispose: "Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò". Andarono a Gerico. 5] I figli dei profeti che erano in Gerico si avvicinarono a Eliseo e gli dissero: "Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà il tuo padrone?". Rispose: "Lo so anch'io, ma non lo dite". 6] Elia gli disse: "Rimani qui, perché il Signore mi manda al Giordano". Quegli rispose: "Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò". E tutti e due si incamminarono. 7] Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a distanza; loro due si fermarono sul Giordano. 8] Elia prese il mantello, l'avvolse e percosse con esso le acque, che si divisero di qua e di là; i due passarono sull'asciutto. 9] Mentre passavano, Elia disse a Eliseo: "Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te". Eliseo rispose: "Due terzi del tuo spirito diventino miei". [10] Quegli soggiunse: "Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso; in caso contrario non ti sarà concesso". 11] Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. 12] Eliseo guardava e gridava: "Padre mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere". E non lo vide più.

 V.2. Elaborazione.

 2Re 2,1-12. Eliseo è più volte invitato a lasciare Elia in vari luoghi del loro pellegrinare, ma gli rimane vicino fino all’ultimo, immaginando che per Elia sia arrivata la fine.

Elia, infatti, viene rapito da un carro di fuoco. Come tutta la sua vita è stata ‘un fuoco’, così anche l’ultimo suo momento.

 Valore: Elia, profeta, ha vissuto sempre come ‘separato’ (=sacro, appartenente a Dio). anche alla fine della sua vita è ‘separato’, accolto da Dio (carro di fuoco).

 V.3. Elaborazione.

 Si aprono i grandi laboratori di scenografia, danza, canto, recitazione, musica per preparare lo spettacolo finale dell’Oratorio che presenterà la storia del profeta Elia così come è stata compresa, elaborata e vissuta nella sperimentazione dalle diverse età presenti in OratorioEstate.

 Progetto “Arte”:

-         dipinto e pittura per le scenografie

-         danza

-         canto e musica

-         gli strumenti realizzati con materiale da riciclo

-         teatro

 

 

PROGETTO SECONDA MEDIA

Il profeta Elia si trova a combattere con un re e con una regina che non onorano la giustizia; anzi, come nel caso di imporre la religione fenicia su Israele; come nel caso dell’illecito impossessarsi della vigna di Nabot e della sua vita, entrambi compiono ciò che davvero è ingiusto.

 Desideriamo far riflettere i nostri ragazzi sul valore della GIUSTIZIA.

 Il progetto prevede:

-         Conoscenza del termine “Giustizia”.

-         Conoscenza del termine “Giustizia” nella Sacra Scrittura.

-         Ascolto di un Avvocato Docente di Diritto all’Università.

-         Ascolto di alcuni Magistrati.

-         Ascolto del Sig. Questore di Pesaro.

-         Ascolto di chi opera all’interno del Carcere: psicologo e membro della Polizia Penitenziaria.

-         Ascolto di qualcuno che ha vissuto la dura esperienza del Carcere.

 I vari momenti saranno raccolti (foto, dialoghi, interviste, riflessioni) in un libretto a cura dei ragazzi stessi. Che verrà distribuito.

 

NOTIZIE UTILI

 

Inizio. Le attività dell’OratorioEstate11 iniziano Lunedì 13 giugno.

 Ogni giorno dal lunedì al venerdì l’Oratorio svolge le sue attività dalle ore 8.30 alle 12.30.

Ogni mattina inizia con l’incontro nel ‘cortile’. È poi la preghiera in chiesa, momento in cui si proclama la Sacra Pagina. Seguono le diverse attività per gruppi di età; i giochi organizzati; il tempo per il gioco ‘libero’. Alle ore 10.00 viene distribuita la merenda. Alle ore 12.30 tutti sono di nuovo in ‘cortile’ per attendere i Genitori.

 Gli Animatori ed Educatori devono sapere se, chi viene a prendere il bambino o ragazzo, è persona diversa dal Genitore. Devono sapere chi sono coloro che tornano a casa da soli. Devono sapere in tempo chi se ne deve andare prima della fine dell’orario di cui sopra.

 Le uscite e le gite sono presentate almeno con due giorni di anticipo. Per alcune di queste si richiede l’iscrizione che va riportata nel giorno richiesto (non si accettano iscrizioni la mattina stessa della gita, soprattutto se è mediante pullman).

 Gli avvisi vengono esposti nella bacheca all’ingresso del ‘cortile’. Come sempre ci sono gli avvisi da prendere o le richieste di iscrizioni negli appositi contenitori.

 Le richieste particolari secondo necessità diverse; gli avvisi personali; le obiezioni: vengano presentate a chi è di turno nella ‘Segreteria’ dell’Oratorio.

 La partecipazione alle attività di OratorioEstate è come sempre gratuita. Ogni Famiglia potrà dare con libertà il proprio contributo. Gli Animatori ed Educatori, nonché tutti gli Operatori a vario e diverso titolo, in Oratorio, svolgono opera di volontariato. La Parrocchia riconosce loro un minimo quale contributo spese. Tutto è gratuito e libero, non perché siamo ‘ricchi’ o abbiamo ‘beni al sole’: ma la nostra Comunità parrocchiale ritiene l’Oratorio un bene educativo, perciò contribuisce e si fa carico della maggior parte delle spese necessarie.

 

 DATE UTILI

 Il nostro Oratorio è in rete con gli Oratori dell’Arcidiocesi, collegati fra loro dall’Ufficio Pastorale Oratori voluto dall’Arcivescovo Monsignor Piero Coccia, il cui Direttore è don Giuseppe Fabbrini (per comunicazioni e suggerimenti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Il Progetto OratorioEstate11 rientra, come già dal 2008, nel Progetto Educativo Oratori dell’Arcidiocesi di Pesaro, riconosciuto dalla Regione Ecclesiastica (siamo membri del Consiglio Regionale degli Oratori) e dalla Regione Marche (che attua la Legge dello Stato per gli Oratori)

 Nella nostra chiesa parrocchiale l’OratorioEstate11 viene presentato attraverso gli striscioni che raccontano per temi la storia di Elia e dell’Oratorio stesso. Ogni Domenica un nuovo striscione come un nuovo articolo sul Foglio “Settimana in Parrocchia”.

 Il giorno 23 Giugno ci sarà la Giornata Diocesana “OratorInsieme”. Alle ore 16.00 saremo in Piazza del Popolo. Tutti gli Oratori dell’Arcidiocesi si incontrano. Saluto del Sindaco. Gioco per le vie del Centro. Ci trasferiamo poi a Piazzale della Libertà. Incontro con l’Arcivescovo. Stuzzichino per tutti. Rientro ore 19.00.

 Il giorno 26 luglio ci sarà, alla sera, il “Mercatino dell’Oratorio”. Durante la serata un ‘carro di fuoco’ ci porterà in alto: la mongolfiera.

 Il giorno 28 Luglio ci sarà lo spettacolo dell’OratorioEstate11. I ragazzi arrivano in Parrocchia verso le 18.30 per la ‘prova generale’. Alle 20.00 i genitori portano la cena da condividere. 21.15, spettacolo.

 Il giorno 29 luglio è ultimo di Oratorio. È educativo essere presenti anche nel giorno in cui ci si aiuta a ‘mettere a posto’ tutto ciò che abbiamo utilizzato.

 Nel frattempo….

Coloro che svolgeranno in Oratorio il servizio di Animatori ed Educatori, sono impegnati nel Corso di Formazione parrocchiale organizzato dall’Ufficio Pastorale Oratori dell’Arcidiocesi.

 

 

 

 

 

 
Progetto OratorioEstate10 PDF Stampa E-mail

L’Oratorio “Santa Maria di Loreto” elabora per la prossima estate 2010 un percorso didattico attraverso la presentazione del testi biblico di Rut, al fine di ritrovare il senso di alcuni valori quali la solidarietà, il coraggio di dialogare per comprendersi (nonostante differenze di età, cultura, etnia, religione), l’attenzione all’altro e il rispetto.

 

Introduzione al Libro di Rut.

Il Libro di Rut è posto dopo i Giudici. Nella Bibbia ebraica è raccolto tra gli agiografi come uno dei cinque rotoli (i megillòt) che erano letti nelle feste principali: Rut serviva per la festa della Pentecoste. Il Libro contiene la storia di Rut moabita. La data di composizione è controversa. È una storia edificante, il cui intento principale è di mostrare come viene ricompensata la fiducia di chi si fida di Dio, la cui misericordia si estende anche ad una straniera. L’insegnamento del racconto conduce alla fede nella Provvidenza. Rut, bisavola di Davide, viene citata da Matteo nel suo Vangelo che ne include il nome nella genealogia di Cristo (Mt 1,5).

  testo.

 

Capitolo 1.

[1] Al tempo in cui governavano i giudici, ci fu nel paese una carestia e un uomo di Betlemme di Giuda emigrò nella campagna di Moab, con la moglie e i suoi due figli. [2] Quest'uomo si chiamava Elimèlech, sua moglie Noemi e i suoi due figli Maclon e Chilion; erano Efratei di Betlemme di Giuda. Giunti nella campagna di Moab, vi si stabilirono. [3] Poi Elimèlech, marito di Noemi, morì ed essa rimase con i due figli. [4] Questi sposarono donne di Moab, delle quali una si chiamava Orpa e l'altra Rut. Abitavano in quel luogo da circa dieci anni, [5] quando anche Maclon e Chilion morirono tutti e due e la donna rimase priva dei suoi due figli e del marito. [6] Allora si alzò con le sue nuore per andarsene dalla campagna di Moab, perché aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane. [7] Partì dunque con le due nuore da quel luogo e mentre era in cammino per tornare nel paese di Giuda [8] Noemi disse alle due nuore: "Andate, tornate ciascuna a casa di vostra madre; il Signore usi bontà con voi, come voi avete fatto con quelli che sono morti e con me! [9] Il Signore conceda a ciascuna di voi di trovare riposo in casa di un marito". Essa le baciò, ma quelle piansero ad alta voce [10] e le dissero: "No, noi verremo con te al tuo popolo". [11] Noemi rispose: "Tornate indietro, figlie mie! Perché verreste con me? Ho io ancora figli in seno, che possano diventare vostri mariti? [12] Tornate indietro, figlie mie, andate! Io sono troppo vecchia per avere un marito. Se dicessi: Ne ho speranza, e se anche avessi un marito questa notte e anche partorissi figli, [13] vorreste voi aspettare che diventino grandi e vi asterreste per questo dal maritarvi? No, figlie mie; io sono troppo infelice per potervi giovare, perché la mano del Signore è stesa contro di me". [14] Allora esse alzarono la voce e piansero di nuovo; Orpa baciò la suocera e partì, ma Rut non si staccò da lei. [15] Allora Noemi le disse: "Ecco, tua cognata è tornata al suo popolo e ai suoi dei; torna indietro anche tu, come tua cognata". [16] Ma Rut rispose: "Non insistere con me perché ti abbandoni e torni indietro senza di te; perché dove andrai tu andrò anch'io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; [17] dove morirai tu, morirò anch'io e vi sarò sepolta. Il Signore mi punisca come vuole, se altra cosa che la morte mi separerà da te". [18] Quando Noemi la vide così decisa ad accompagnarla, cessò di insistere. [19] Così fecero il viaggio insieme fino a Betlemme. Quando giunsero a Betlemme, tutta la città s'interessò di loro. Le donne dicevano: "È proprio Noemi!". [20] Essa rispondeva: "Non mi chiamate Noemi, chiamatemi Mara, perché l'Onnipotente mi ha tanto amareggiata! [21] Io ero partita piena e il Signore mi fa tornare vuota. Perché chiamarmi Noemi, quando il Signore si è dichiarato contro di me e l'Onnipotente mi ha resa infelice?". [22] Così Noemi tornò con Rut, la Moabita, sua nuora, venuta dalle campagne di Moab. Esse arrivarono a Betlemme quando si cominciava a mietere l'orzo. 

 

Capitolo 2 .

[1] Noemi aveva un parente del marito, uomo potente e ricco della famiglia di Elimèlech, che si chiamava Booz. [2] Rut, la Moabita, disse a Noemi: "Lasciami andare per la campagna a spigolare dietro a qualcuno agli occhi del quale avrò trovato grazia". Le rispose: "Và, figlia mia". [3] Rut andò e si mise a spigolare nella campagna dietro ai mietitori; per caso si trovò nella parte della campagna appartenente a Booz, che era della famiglia di  limèlech. [4] Ed ecco Booz arrivò da Betlemme e disse ai mietitori: "Il Signore sia con voi!". Quelli gli risposero: "Il Signore ti benedica!". [5] Booz disse al suo servo, incaricato di sorvegliare i mietitori: "Di chi è questa giovane?". [6] Il servo incaricato di sorvegliare i mietitori rispose: "È una giovane moabita, quella che è tornata con Noemi dalla campagna di Moab. [7] Ha detto: Vorrei spigolare e raccogliere dietro ai mietitori. È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora; solo in questo momento si è un poco seduta nella casa". [8] Allora Booz disse a Rut: "Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare in un altro campo; non allontanarti di qui, ma rimani con le mie giovani; [9] tieni d'occhio il campo dove si miete e cammina dietro a loro. Non ho forse ordinato ai miei giovani di non molestarti? Quando avrai sete, và a bere dagli orci ciò che i giovani avranno attinto". [10] Allora Rut si prostrò con la faccia a terra e gli disse: "Per qual motivo ho trovato grazia ai tuoi occhi, così che tu ti interessi di me che sono una straniera?". [11] Booz le rispose: "Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per venire presso un popolo, che prima non conoscevi. [12] Il Signore ti ripaghi quanto hai fatto e il tuo salario sia pieno da parte del Signore, Dio d'Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti". [13] Essa gli disse: "Possa io trovar grazia ai tuoi occhi, o mio signore! Poiché tu mi hai consolata e hai parlato al cuore della tua serva, benché io non sia neppure come una delle tue schiave". [14] Poi, al momento del pasto, Booz le disse: "Vieni, mangia il pane e intingi il boccone nell'aceto". Essa si pose a sedere accanto ai mietitori. Booz le pose davanti grano abbrustolito; essa ne mangiò a sazietà e ne mise da parte gli avanzi. [15] Poi si alzò per tornare a spigolare e Booz diede quest'ordine ai suoi servi: "Lasciatela spigolare anche fra i covoni e non le fate affronto; [16] anzi lasciate cadere apposta per lei spighe dai mannelli; abbandonatele, perché essa le raccolga, e non sgridatela". [17] Così essa spigolò nel campo fino alla sera; battè quello che aveva raccolto e ne venne circa una quarantina di chili di orzo. [18] Se lo caricò addosso, entrò in città e sua suocera vide ciò che essa aveva spigolato. Poi Rut tirò fuori quello che era rimasto del cibo e glielo diede. [19] La suocera le chiese: "Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che si è interessato di te!". Rut riferì alla suocera presso chi aveva lavorato e disse: "L'uomo presso il quale ho lavorato oggi si chiama Booz". [20] Noemi disse alla nuora: "Sia benedetto dal Signore, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti!". Aggiunse: "Questo uomo è nostro parente stretto; è di quelli che hanno su di noi il diritto di riscatto". [21] Rut, la Moabita, disse: "Mi ha anche detto: Rimani insieme ai miei servi, finché abbiano finito tutta la mia mietitura". [22] Noemi disse a Rut, sua nuora: "È bene, figlia mia, che tu vada con le sue schiave e non ti esponga a sgarberie in un altro campo". [23] Essa rimase dunque con le schiave di Booz, a spigolare, sino alla fine della mietitura dell'orzo e del frumento. Poi abitò con la suocera.

 Capitolo 3.

[1] Noemi, sua suocera, le disse: "Figlia mia, non devo io cercarti una sistemazione, così che tu sia felice? [2] Ora, Booz, con le cui giovani tu sei stata, non è nostro parente? Ecco, questa sera deve ventilare l'orzo sull'aia. [3] Su dunque, profumati, avvolgiti nel tuo manto e scendi all'aia; ma non ti far riconoscere da lui, prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. [4] Quando andrà a dormire, osserva il luogo dove egli dorme; poi và, alzagli la coperta dalla parte dei piedi e mettiti lì a giacere; ti dirà lui ciò che dovrai fare". [5] Rut le rispose: "Farò quanto dici". [6] Scese all'aia e fece quanto la suocera le aveva ordinato. [7] Booz mangiò, bevve e aprì il cuore alla gioia; poi andò a dormire accanto al mucchio d'orzo. Allora essa venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte dei piedi e si coricò. [8] Verso mezzanotte quell'uomo si svegliò, con un brivido, si guardò attorno ed ecco una donna gli giaceva ai piedi. [9] Le disse: "Chi sei?". Rispose: "Sono Rut, tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto". [10] Le disse: "Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è migliore anche del primo, perché non sei andata in cerca di uomini giovani, poveri o ricchi. [11] Ora non temere, figlia mia; io farò per te quanto dici, perché tutti i miei concittadini sanno che sei una donna virtuosa. [12] Ora io sono tuo parente, ma ce n'è un altro che è parente più stretto di me. [13] Passa qui la notte e domani mattina se quegli vorrà sposarti, va bene, ti prenda; ma se non gli piacerà, ti prenderò io, per la vita del Signore! Stà tranquilla fino al mattino". [14] Rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina. Poi Booz si alzò prima che un uomo possa distinguere un altro, perché diceva: "Nessuno sappia che questa donna è venuta sull'aia!". [15] Poi aggiunse: "Apri il mantello che hai addosso e tienilo con le due mani". Essa lo tenne ed egli vi versò dentro sei misure d'orzo e glielo pose sulle spalle. [16] e venne dalla suocera, che le disse: "Come è andata, figlia mia?". Essa le raccontò quanto quell'uomo aveva fatto per lei. [17] Aggiunse: "Mi ha anche dato sei misure di orzo; perché mi ha detto: Non devi tornare da tua suocera a mani vuote". [18] Noemi disse: "Stà quieta, figlia mia, finché tu sappia come la cosa si concluderà; certo quest'uomo non si darà pace finché non abbia concluso o ggi stesso questa faccenda".

 Capitolo  4.

[1] Intanto Booz venne alla porta della città e vi sedette. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Booz aveva parlato. Booz gli disse: "Tu, quel tale, vieni e siediti qui!". Quello si avvicinò e sedette. [2] Poi Booz scelse dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: "Sedete qui". Quelli sedettero. [3] Allora Booz disse a colui che aveva il diritto di riscatto: "Il campo che apparteneva al nostro fratello Elimèlech, lo mette in vendita Noemi, che è tornata dalla campagna di Moab. [4] Ho pensato bene di informartene e dirti: Fanne acquisto alla presenza delle persone qui sedute e alla presenza degli anziani del mio popolo. Se vuoi acquistarlo con il diritto di riscatto, acquistalo, ma se non vuoi acquistarlo, dichiaramelo, che io lo sappia; perché nessuno fuori di te ha il diritto di riscatto e dopo di te vengo io". Quegli rispose: "Io intendo acquistarlo". [5] Allora Booz disse: "Quando acquisterai il campo dalla mano di Noemi, nell'atto stesso tu acquisterai anche Rut, la Moabita, moglie del defunto, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità". [6] Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: "Io non posso acquistare con il diritto di riscatto, altrimenti danneggerei la mia propria eredità; subentra tu nel mio diritto, perché io non posso valermene". [7] Una volta in Israele esisteva questa usanza relativa al diritto del riscatto o della permuta, per convalidare ogni atto: uno si toglieva il sandalo e lo dava all'altro; era questo il modo di attestare in Israele. [8] Così chi aveva il diritto di riscatto disse a Booz: "Acquista tu il mio diritto di riscatto"; si tolse il sandalo e glielo diede. [9] Allora Booz disse agli anziani e a tutto il popolo: "Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Noemi quanto apparteneva a Elimèlech, a Chilion e a Maclon, [10] e che ho anche preso in moglie Rut, la Moabita, già moglie di Maclon, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità e perché il nome del defunto non scompaia tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni". [11] Tutto il popolo che si trovava alla porta rispose: "Ne siamo testimoni". Gli anziani aggiunsero: "Il Signore renda la donna, che entra in casa tua, come Rachele e Lia, le due donne che fondarono la casa d'Israele. Procurati ricchezze in Efrata, fatti un nome in Betlemme! [12] La tua casa sia come la casa di Perez, che Tamar partorì a Giuda, grazie alla posterità che il Signore ti darà da questa giovane!". [13] Così Booz prese Rut, che divenne sua moglie. Egli si unì a lei e il Signore le accordò di concepire: essa partorì un figlio. [14] E le donne dicevano a Noemi: "Benedetto il Signore, il quale oggi non ti ha fatto mancare un riscattatore perché il nome del defunto si perpetuasse in Israele! [15] Egli sarà il tuo consolatore e il sostegno della tua vecchiaia; perché lo ha partorito tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli". [16] Noemi prese il bambino e se lo pose in grembo e gli fu nutrice. [17] E le vicine dissero: "È nato un figlio a Noemi!". Essa lo chiamò Obed: egli fu il padre di Iesse, padre di Davide. [18] Questa è la discendenza di Perez: Perez generò Chezron; Chezron generò Ram; [19] Ram generò Amminadab; [20] Amminadab generò Nacson; Nacson generò Salmon; [21] Salmon generò Booz; Booz generò Obed; [22] Obed generò Iesse e Iesse generò Davide.

 

 Valori da sottolineare in riferimento al Testo.

 

Rut 1,1-5.

Una famiglia di emigranti a causa della carestia. La costrizione a lasciare il proprio paese, i propri beni per cercare rifugio e sostentamento in un paese straniero.

Il disagio e la fatica interiore di emigrare per cercare ciò che la tua terra non offre.

Storie di emigrazione.

L’emigrazione oggi: quali le cause. È possibile che una parte della cultura di origine degli emigranti possa seguirli nel paese in cui sono ospiti? È possibile che il paese ospitante accolga abitudini straniere?

Quando non sappiamo trovare risposte a domande che ci poniamo, ‘emigriamo’ verso gli altri alla ricerca. Nel dialogo, cosa portiamo di nostro, cosa accogliamo dell’altro.

 

Rut 1, 6-22.

La fedeltà. Noemi, suocera di Rut, si rivolge con amorevolezza alle sue nuore rimaste vedove come lei. Orpa passa all’azione decidendo di tornare a Moab. Rut passa all’azione decidendo di rimanere fedele alla memoria del marito e alla suocera. Accetta di entrare a far parte con fedeltà della fede di Israele nella terra di Betlemme e di vivere con fedeltà la legge di Dio: Rut accetta il Dio di Israele come suo Dio.

La nostra fedeltà a Dio.

La nostra fedeltà alle persone con cui siamo a contatto quotidianamente (famiglia, amici).

Momenti di infedeltà: le cause, gli atteggiamenti; eventuali recuperi.

La fedeltà a noi stessi, alla nostra età, alle segienze, ai timori, agli impegni, alla nostra storia in generale.

 

Rut 2.

Rut la spigolatrice. Impegnarsi per vivere decorosamente. La dignità del lavoro e di ogni impegno onesto per il sostentamento. La Legge imponeva di lasciare gli angoli dei campi di grano senza trebbiare, perché erano dei poveri e delle vedove; così come impediva la raccolta del grano caduto, per la spigolatura da parte dei poveri e delle vedove: come il lavoro può aprirsi alla solidarietà e alla condivisione.

 

Rut 3.

Booz il go’el (riscattatore, redentore). Il parente più prossimo poteva ‘riscattare’ i beni della famiglia di un defunto. Legge del Levirato: il fratello doveva sposare la vedova del fratello per dare al defunto una discendenza.

Intersecare la storia altrui. Occuparsi con attenzione degli altri. Andare incontro e in aiuto nella storia degli altri. Progettare aiuto in riferimento ai bisogni del bisognoso.

Noemi consiglia Rut. La orienta a formarsi di nuovo una famiglia. Il valore della famiglia formata da persone le cui storie sono strettamente condivise.

 

Rut 4.

Superati gli ostacoli, consigliata da Noemi, aiutata da Booz, Rut, da donna straniera, diviene come Rachele e Lia, cioè una significativa donna di Israele.

Il Signore ha guidato la sua storia. Rut sposa Booz e genera un figlio, Obed che un giorno genera Iesse, che un giorno genera Davide. Così Rut entra a pieno titolo nella genealogia del Messia.

Ciascuno di noi ha una storia, una genealogia. Dal punto di vista umano, siamo legati da chi ci ha preceduto e ci precede. Anche nella fede, la nostra genealogia proviene, nella famiglia-Chiesa, dagli Apostoli, dai Martiri, dai Santi e da tutti i testimoni; e ci offre come fratello Gesù Cristo.

 

Significato dei nomi

Noemi = mia diletta, dolce, mia consolazione.

Mara = amarezza, amareggiata.

Elimelech = il mio Dio è re.

Maclom = languore.

Chilion = debolezza, consumazione.

Orpa = colei che si volge indietro, colei che gira le spalle.

Rut = l’amica.

Booz = forza, mente acuta.

Obed = colui che adora, colui che serve Dio.

Hesed = misericordia, bontà, fedeltà, lealtà.

Betlemme = casa del pane.

 

Esperienze.

 

La storia del grano.

Esperienza della trebbiatura e della ‘battitura’.

Trebbiatura antica.

 

Lavoretti con la paglia.

Facciamo il pane.

Prepariamo le ostie.

 

Le porte della città: Fano e Pesaro e Novilara. Mostra di dipinti.

 

Betlemme. Visita al presepe di san Marco a Fano.

 

Viaggio in treno.

 

Parco-Zoo di Falconara.

 

Incontro con il vescovo – Cattedrale (o Oratorio).

 

Per una possibile pubblicazione:

-          Incontro con la Caritas – gli immigrati.

-          Incontro con il Sindaco – Sala comunale.

-          Storie di emigrazione: dai nostri anziani, i racconti e le foto.

-          Storie di immigrazione: alcune tstimonianze.

 

Ponte con l’Africa: adozione a distanza.

Ponte con l’America Latina: Suor Antonia in Perù.

 

Progetto nel Progetto della prima e seconda media: pubblicazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’OratorioEstate10:

-          Iinizia le sue attività LUNEDI’ 14 GIUGNO e termina VENERDI’ 30 LUGLIO;

-          Ogni giorno dal lunedì al venerdì;

-          Dalle ore 8.30 alle ore 12.30.

 

Ogni giorno di Oratorio:

-          I bambini/ragazzi si incontrano nel cortile entro le 8.30;

-          Alle 12.30 si ritrovano nel cortile a disposizione dei Genitori. Se escono prima; se tornano a casa soli; se (soprattutto i piccoli) viene a prenderli altra persona dal genitore: in ogni caso si avvisino i loro animatori.

 

Di ogni iniziativa particolare (uscita, passeggiata, film al cinema, magliette, altro):

-          Avviseremo alcuni giorni prima attraverso foglietto personale e avvisi nelle bacheche;

-          In caso ci fosse l’iscrizione (per prenotazione pullman; misure magliette), attenersi alle date richieste (non accettiamo le iscrizioni il giorno stesso del ‘viaggio’: si rischia di non avere posto; non garantiamo le magliette per tutti della misura richiesta se pervengono in ritardo).

 

Merende:

-          Come solito variamo la merenda (panino con salumi vari; cioccolata; frutta; pizza).

-          I casi di intolleranza ad alcuni alimenti siano fatti conoscere.

 

Non rispondiamo di orologi, cellulari, denaro, indumenti, ecc. smarriti.

 

Spettacolo finale:

Daremo la data dello spettacolo finale in tempo utile. In tal modo i bambini/ragazzi potranno assumersi dei ruoli nello spettacolo, con la certezza di essere presenti alla rappresentazione.

La Festa dell’Oratorio da quest’anno assume una forma diversa: ci sarà anche la serata dedicata al Mercatino dei bambini/ragazzi e la serata dei giochi che l’Oratorio prepara per le Famiglie.

 

Tutti i partecipanti all’Oratorio sono coperti da assicurazione stipulata dalla Parrocchia con Società Cattolica Assicurazione (nomenclatura “Oratoriana”).

 

La partecipazione all’OratorioEstate10 è gratuita.

 

Desideriamo che voi Genitori siate presenti il più possibile all’Oratorio: chiedete, indicate, consigliate, correggete, suggerite. Ascolteremo e, nel possibilie, opereremo di conseguenza. No miracoli (almeno non ancora).

 

 

 

MiniCampi Estivi 2010.

Si svolgeranno nella nostra “Casa Betania” a Novilara.

 

Campo Estivo QUARTA ELEMENTARE– Inizio Venerdì 11 giugno ore 8.30. Termine Domenica 13 giugno ore 21.30. Quota di partecipazione Euro 60,00.

 

 

Campo Estivo PRIMA E SECONDA MEDIA – Inizio Martedì 15 giugno ore 15.00. Termine Venerdì 18 giugno ore 21.30. Quota di partecipazione Euro 60,00.

 

 

 

Campo Estivo SECONDA e TERZA ELEMENTARE – Inizio Domenica 20 giugno ore 10.00. Termine Martedì 22 giugno ore 21.30. Quota di partecipazione Euro 50,00.

 

 

 

Campo Estivo  QUINTA ELEMENTARE – Inizio Venerdì 25 giugno ore 8.30. Termine Domenica 27 giugno ore 21.30. Quota di partecipazione Euro 50,00.

 

 

Le Famiglie possono partecipare ai Campi Estivi offrendo disponibilità a turno per la sera: cucina e pulizie.

Previa comunicazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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