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L’Oratorio è una via educativa della Chiesa.
“ Educare appartiene alla dimensione materna della Chiesa e ne fa emergere la fecondità, attraverso l’ininterrotta catena generazionale. Proprio tale catena, che
garantiva in passato la trasmissione della fede e della cultura, pare oggi sfilacciata, comportando un vero disagio di civiltà. Il tempo che ci è posto innanzi impegna ogni comunità cristiana a ritrovare il gusto e la gioia dell’educare, superando quel ricorrente dualismo che separa le convinzioni di fede dagli atteggiamenti pratici e riuscendo a far emergere nella persona ricondotta a unità l’interlocutore dell’annuncio evangelico e della proposta pastorale. Solo così sarà possibile integrare nell’esperienza di fede gli ambiti quotidiani dell’esistenza” (Comunicato finale del Consiglio permanente della CEI del 3 febbraio 2009).
L’azione pastorale della Chiesa ha sempre una valenza educativa; educare è missione permanente della Chiesa, per risvegliare e accompagnare una risposta libera alla chiamata e al dono di Dio. Al grande sì gratuito di Dio può corrispondere solo un sì altrettanto libero da parte dell’uomo. In questa ottica l’impegno educativo presenta l’esigenza di essere intensificato e la Chiesa è chiamata a riscoprire il suo ruolo di Madre e di Maestra e quindi di comunità educante che riscopra la sua capacità educativa soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
L’Animatore e l’Educatore di Oratorio.
Il nostro Arcivescovo Monsignor Piero Coccia parlando agli OratorInsieme (che ha ospitato il 28 giugno al Palasport), sottolienava il ruolo specifico e importante di ogni Animatore ed Educatore in Oratorio. Ricordava loro la valenza del servizio educativo per sé e per gli altri.
In effetti nel cuore di ogni serio e onesto Animatore ed Educatore c’è un cammino educativo personale; c’è la capacità di vivere la ‘tradizione’ quale realtà dinamica, innovativa, che non riguarda solo il passato e non è puro ‘deposito’, ma apertura a tutte le domande sul presente. La ‘tradizione’ non si insegna, ma si testimonia.
Papa Benedetto XVI ricordava che il lavoro educativo passa attraverso la libertà, ma ha anche bisogno di autorevolezza. Quando si tratta di educare alla fede, è centrale la figura del testimone il quale non trasmette semplicemente informazioni, ma è coinvolto totalmente con la verità che trasmette.
Segreto dell’educatore è non rimandare a se stesso, ma a Qualcuno infinitamente più grande di lui e di cui ha subito il fascino e da cui si è sentito amato.
Nel cuore di ogni serio e onesto Animatore ed Educatore c’è una formazione permanente. Formazione che ha sapore di sequela, di discepolato, alla scuola di Gesù Maestro. Formazione quale preparazione progettuale, fatta di ascolto del proprio tempo e della realtà territoriale in cui vive per cercare opportune risposte. Formazione mentre esplicita il proprio ruolo, perché il servizio educativo che esercita è anche a se stesso.
Nel cuore di ogni serio e onesto Animatore ed Educatore di Oratorio c’è la volontà di essere sempre un ‘pellegrino’. "Rilanciate gli oratori, adeguandoli alle esigenze dei tempi, come ponti tra la Chiesa e la strada, con particolare attenzione per chi è emarginato e attraversa momenti di disagio, o è caduto nelle maglie della devianza". (Giovanni Paolo II, 5 aprile 2001).
Il cammino è proprio su quel ‘ponte’ che gli ricorda ciò che ha accolto in sé e l’ha formato nella casa-Chiesa, (ma senza trovarvi un ‘comodo’ rifugio), e la strada che lo esorta al dialogo col mondo. L’Oratorio ‘ponte’ diviene criterio educativo in quanto mediazione, incontro, confronto, sintesi.
"Il progetto educativo ha nell'oratorio il centro pulsante, il "laboratorio" di una fede che intende coniugarsi con ogni aspetto del vivere e del sentire dei giovani: una fede piena di vita per una vita piena di fede! Luogo di educazione e di co-educazione, che si affianca in maniera quanto mai opportuna all'opera educativa dei genitori. I ragazzi, in effetti, hanno bisogno di un ambiente in cui rafforzare, con altre figure e altre dinamiche, i valori ricevuti in famiglia. A tale scopo contribuisce efficacemente anche l'attività sportiva. Se ben impostata, infatti, essa aiuta i giovani ad essere generosi e solidali". (Giovanni Paolo II, 31 agosto 2002).
Al cuore di ogni serio e onesto Animatore ed Educatore di Oratorio è la partecipazione alla missione della Chiesa che, in quanto comunità educativa, lo invia. "Favorire un personale incontro con Cristo rappresenta anche il fondamentale "metodo missionario" dell'Oratorio. Esso consiste nel "parlare al cuore" degli uomini per condurli a fare un'esperienza del Maestro divino, capace di trasformare la vita. Ciò si ottiene soprattutto testimoniando la bellezza di un simile incontro, da cui il vivere riceve senso pieno. È necessario proporre ai "lontani" non un annuncio teorico, ma la possibilità di un'esistenza realmente rinnovata e perciò colma di gioia". (Giovanni Paolo II, 5 ottobre 2000).
Ringraziamo tutti gli Animatori ed Educatori degli Oratori parrocchiali dell’Arcidiocesi per l’amore alla Chiesa e al servizio nella Chiesa; per lo slancio, l’impegno e la passione educativa; per ogni minuto del loro tempo regalato e dedicato all’Oratorio.
Don Giuseppe Fabbrini
Ufficio Pastorale Oratori
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